Leggi il mio terzo capitolo
In questo spazio pubblico regolarmente un nuovo capitolo del mio percorso di vita, quindi tieni d'occhio il blog per aggiornamenti e approfondimenti.
Lo sbloccatore
Con l'ingresso nel gruppo buddista, iniziai a divorare libri. Leggevo avidamente, cercando di andare in profondità, per correggere o modificare certi aspetti di me stessa e capire cosa veramente desideravo dalla vita.
Lessi quasi tutti i libri di uno psicoterapeuta americano, W.Dyer, che in modo chiaro e semplice indicava formule e modelli di comportamento per diventare padroni di se stessi, senza farsi influenzare da nessuno e senza cadere nel ruolo di vittime. Dyer in ogni suo libro ripeteva, con parole ed enfasi diverse, gli stessi concetti, ma era proprio questo di cui allora avevo bisogno: ascoltare e riascoltare le stesse frasi per imparare a "riconoscere il potere che ho anch'io di fare i miracoli".
Intrapresi così un percorso introspettivo che mi portava a seguire le molteplici indicazioni della mia anima. Ero attratta da tante vie. Si sa, per ognuno di noi la strada è diversa, ma io volevo seguirle tutte. Come fare? Come riconoscere la propria e trovare il proprio autentico progetto di vita?
Ogni volta che credevo di avere trovato delle certezze, ecco che ripiombavo nel dubbio. Non era per niente facile riuscire a fare andare d'accordo i miei due emisferi: il destro intuitivo, percettivo ed emotivo e il sinistro razionale, bravo ad elaborare per dettagli, generalmente dominante. A volte parlavo con il linguaggio preferito dall'emisfero destro, sintetico e analogico, a volte con quello logico e analitico del sinistro. Avrei dovuto cercare tracce, indizi, suggestioni, invece che cause scientifiche ed effetti tangibili. Ma in che modo?
Avevo la sensazione di essere eternamente arenata alla "fase uno", con idee bloccate al primo passo della loro realizzazione, con progetti fermi ormai da anni. Doveva pur esserci una maniera per individuare l'origine di quei blocchi. E guarda caso, poco tempo dopo venni "casualmente" in contatto con Brivio.
Un'amica mi aveva parlato entusiasta delle sue capacità curative sul piano emozionale.
Lasciarsi guardare in fondo agli occhi è faticoso e molto rischioso: io decisi di farlo.
Il mio "sbloccatore" aveva fatto studi approfonditi di kinesiologia, osteopatia fino ad approdare alla medicina cinese, parlava di energia che scorre in uno strano complesso di canali, i meridiani, che confluiscono in sette vortici, i chakra.
Assomigliava ad un pranoterapeuta che però non sempre applicava l'imposizione delle mani, anzi spesso non ti sfiorava neanche. Mi spiegò che la sofferenza emotiva nel tempo evolve fino ad impedire all'organismo di funzionare in modo naturale. E' come se l'energia vitale rimanesse imbrigliata a livello di alcuni centri di smistamento, i sette chakra maggiori. Questo termine lo avevo già sentito durante le lezioni di yoga: in sanscrito chakra significa "ruota o spirale" ed ognuna di queste ruote gira ad una determinata velocità, permettendo il flusso continuo di energia lungo tutti i meridiani del corpo. Di conseguenza ciascuna ruota agisce non solo sul funzionamento di organi ben precisi, ma anche a livello emotivo e psichico.
B. agiva a livello dei chakra, rimuovendo i blocchi energetici, blocchi che con grande intuizione individuava alla prima seduta. Io ne avevo uno al chakra del cuore: solo io sapevo come era stato infranto da tante illusioni e altrettante delusioni, solo io sapevo che quel cuore stanco non voleva più mettersi in gioco e andava avanti solo per il suo innato automatismo.
Dopo alcune sedute durante le quali lo "sbloccatore" lentamente e con pochissime parole mi faceva regredire negli anni, io trovai immagini e situazioni lontane che credevo sepolte, anzi mai vissute, finché riaffiorò l'immagine più grave, quella più dolorosa che mai a nessuno avevo confidato, neanche a me stessa. Per me non era mai esistita, cancellata, con un click di mouse avevo resettato la mia mente di quegli anni di infanzia. E adesso mi rivedevo, mi osservavo con tanta compassione e finalmente piangevo a dirotto lacrime di liberazione: perdonavo me stessa, fino a quell'attimo colpevole e perdonavo anche chi consideravo corresponsabile.
Mi ero liberata di un macigno enorme che avevo collocato sopra la mia anima.
Finalmente potevo guardarmi allo specchio in fondo ai miei occhi e vedervi solo amore. Quel delicatissimo equilibrio energetico per il momento era stato ristabilito, sarà stato un caso, era arrivato il momento giusto, lo stimolo giusto, chissà! Ad ogni modo io sono molto grata al mio "sbloccatore", perché è stato lui a farmi incontrare un'altra pietra miliare del mio cammino.
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